Simona Muscari

Cosa cerca un uomo in una relazione?

Premesso che modificare se stessi per andare incontro alle aspettative dell’altro è perfettamente inutile oltre che dannoso. Chi ti ama, in genere ti, ti ama, o dovrebbe amarti, esattamente per come sei. Allo stesso tempo però iniziare una relazione e portarla avanti è un lavoro non facile. Senza dimenticare però che la premessa più importante è sapere prima di tutto cosa vuoi tu, e cosa desideri in modo profondo da una relazione. Una ricerca effettuata dell’Università del Massachusetts ha cercato di individuare gli elementi che stanno al centro dei desideri e delle aspettative che gli uomini coltivano all’interno di una relazione.

Sostegno emotivo

Un aspetto che specialmente  noi donne tendiamo a sottovalutare e che invece gli esperti inseriscono nelle prime cinque motivazioni di separazione, è il sostegno emotivo: per dare sostegno emotivo a un uomo è sufficiente lasciar perdere una ‘specialità’ tipica femminile, e cioè quella di criticare ogni azione svolta da lui. In una relazione sana ci si dà appoggio reciproco, e anche se la vita quotidiana può dar luogo a incomprensioni, sottoporre l’altro a continue critiche, o peggio dare addosso non è una situazione che qualcuno possa ambire.

Gentilezza

Forse ti sembrerà strano che sia la richiesta principale da parte degli uomini, ma è proprio così: nella sua partner un uomo apprezza quello che comunemente si definisce un atteggiamento fatto di dolce comprensione, modi gentili e accettazione. Sentirsi apprezzati e amati è il punto di partenza. Si tratta peraltro di qualcosa che anche le donne in genere cercano in una relazione.

Allegria

Il senso dell’umorismo, l’apprezzare le battute e la capacità di intrattenere l’altro sono qualità molto apprezzate. Il motivo è semplice: nessuno è felice di ascoltare lamentele e malumori. La positività in genere è contagiosa, ed è una modalità di affrontare la vita che fa stare meglio. Stesso discorso per l’autoironia e la capacità di alleggerire le situazioni pesanti sdrammatizzando. Insomma, gli uomini cercherebbero in una relazione qualcuno capace di prendere la vita con allegria.

Sicurezza

Ogni uomo ha la propria idea di fascino e attrazione. Ma, come spiegano i ricercatori dell’Università del Massachusetts, esiste una ‘linea comune’ per cui una donna viene considerata affascinante, ovvero il saper riconoscere il proprio valore e il non aver paura di manifestare sicurezza in se stessa. Essere sicuri di sè e consapevoli delle proprie qualità è un grande elemento di fascino.

Semplicità

Gli uomini non amano le cose troppo complicate. E questo riguarda anche la loro compagna di vita. Questo vale anche per i parametri estetici: va bene la cura di sè, ma difficilmente un uomo pretende davvero livelli estetici assurdi (come invece a volte temiamo.

Nuovi stimoli

Gli uomini in una relazione cercano anche stimoli, novità e suggestioni che li spingano a scollarsi dalle loro abitudini. Molti uomini sono timidi e un pochino impacciati apprezzano la donna che li sorprenda e realizzi le loro fantasie prima ancora di averle espresse.

Per avere una relazione felice è importante non condividere tutto

Per avere una relazione felice è importante non condividere tutto

Sempre più esperti di relazioni e coppia, sottolineano quanto sia importante vivere la propria individualità in una relazione o in qualunque altro rapporto umano.

Perché le coppie felici non si sentono costrette a condividere tutto? Può sembrare un controsenso, ma in realtà questa è un’ottima prerogativa affinché una relazione cresca in maniera sana ed equilibrata e duri nel tempo. Non è detto che per amarsi bisogna essere per forza simili – certo compatibili – ma non per forza uguali.

Le differenze in amore possono essere molto stimolanti: qualcosa che nutre il rapporto e mantiene la fiamma viva. Le relazioni sono un meccanismo di equilibrio, pazienza dolcezza e un po’ di pepe… In mezzo a tutto ciò è fondamentale mantenere l’interesse acceso; come fare? Mantenendo curiosità e un velo di mistero, suscitando interesse nell’altra persona e soprattutto facendogli sentire ogni tanto la nostra mancanza. Ma questo ovviamente non è possibile se stiamo troppo tempo insieme e condividiamo ogni aspetto della nostra vita. Creare un po’ di distacco può essere solo benefico per la coppia.

Le differenze in amore sono molto importanti; vivere la relazione in modo sano significa, da un lato, amalgamarci con il partner e condividere emozioni ed esperienze ma, dall’altro, saper costruire una personalità che scinde da quella di coppia.

Continuare ad essere se stessi, a coltivare le proprie passioni, interessi e dedicarsi agli hobby che amiamo sono tutte attività che non vanno a minare il tempo di coppia ma anzi, accrescono il valore che diamo a noi stessi e di conseguenza quello che viene percepito dagli altri.

Infatti, fare ciò che ci piace e ritagliarci dei momenti solo per noi farà bene alla nostra mente e anche alla nostra relazione. E ricorda che, se non puoi essere te stesso, allora è meglio cambiare partner.

È tutta questione di equilibrio

Mai come in amore è più importante la qualità della quantità. Una cosa che andrebbe assolutamente fatta è quella di capire quali e quante attività ci piace fare da soli, quali sono i momenti che invece vogliamo condividere e come poter ottimizzare il tempo insieme. Ragionare meglio su come si sta vivendo la vita in coppia è un passo fondamentale per costruire qualcosa di bello e anche stimolante. Ovviamente, non esiste una ricetta della coppia perfetta, è un lavoro di costanza e impegno, fatto anche di momenti di sconforto e di discussioni accese.

Le cose da non condividere

Non si tratta assolutamente di mentire, Quello che ci vuole per stare bene è la possibilità di vivere serenamente la relazione.  

Non è necessario che lo spazio condiviso sia sempre vissuto da entrambi nello stesso momento.

Ci sono poi i momenti insieme. Da non confondere con ‘i momenti per te stesso’, che comprendono fra le altre cose anche il tempo con gli amici e il tempo per la famiglia.

Continuare ad essere se stessi significa vivere la propria relazione serenamente, dedicarsi ad altro per qualche pomeriggio non rovinerà la relazione. Spesso ottenere una giornata tutta per sé è il miglior regalo che facciamo alla nostra salute e anche alla nostra relazione.

L’irresistibile fascino della gentilezza

L’irresistibile fascino della gentilezza

Vi siete mai chiesti che cosa sia la gentilezza? Nell’immaginario comune questa caratteristica viene attribuita spesso alle persone subordinate, mentre i leader carismatici solitamente vengono rappresentati con un carisma autoritario. Ma nella realtà le cose non stanno proprio così.

Le persone più influenti che ho conosciuto – quelle più evolute – si distinguevano proprio per il loro atteggiamento cortese e per la loro gentilezza innata; e più avevano un ruolo alto e più la loro gentilezza era accentuata. La cosa interessante e che questi personaggi non erano gentili soltanto con le persone al comando ma erano gentili proprio con tutti quelli che incontravano: dalla cassiera al cameriere, dal barista all’amministratore delegato, da persone conosciute a sconosciute; non c’era distinzione, perché la gentilezza è un modo di essere, è un modo di esistere, e sicuramente è qualcosa che ci permette di vivere bene e di essere contenti di noi stessi a prescindere da quello che ci può tornare indietro. Questo vale anche e soprattutto per quanto riguarda il rapporto umano per antonomasia, ovvero il rapporto di coppia.

In questo contesto ci viene un po’ in mente la famosa legge del karma: riceviamo ciò che diamo, ma ci viene anche in mente la famosa carta dei tarocchi, l’arcano che rappresenta la forza, che è rappresentato proprio con un gesto di gentilezza da parte di una fanciulla, perciò anche nell’antica simbologia dei tarot la forza è rappresentata da un gesto di dolcezza, atto a comunicare che è quella la vera forza, la forza interiore di essere gentili verso il nostro prossimo, di donare una parte di noi.

 Infine, persino nell’Arte della guerra questa caratteristica viene menzionata e attribuita ai generali più forti: coloro che riuscivano a vincere le battaglie senza neanche scendere in campo, ma applicando la sola capacità di saper negoziare e venire incontro al proprio avversario; quindi ci sono davvero molti spunti di riflessione su questo argomento bellissimo e ricchissimo, purché si tratti di gentilezza vera e non di manipolazione o mera educazione.

Ma veniamo alle relazioni amorose. Le coppie più felici – ci dicono le statistiche – sono quelle gentili. Diversi studi hanno messo in luce un aspetto piuttosto importante delle relazioni sane; le coppie che si innamorano attraverso gesti gentili e generosi vivono la relazione con uno stato mentale più sereno, anche nei momenti di discussione. 

Con questo non vogliamo dire che le coppie serene siano sempre felici e spensierate, ma che sanno affrontare le piccole debolezze reciproche esattamente come affrontano i momenti di tranquillità insieme: facendosi sentire importanti e amati a vicenda.

Nella vita di tutti i giorni il legame che unisce una coppia è fondato su un reciproco scambio di affetto e pensieri dolci, piccole cortesie e gesti dedicati solo alla persona che amiamo. È infatti nella gentilezza che spesso si trova la serenità della coppia: apprezzarsi e compiere piccoli gesti gentili è un modo per sentirsi bene insieme al partner e anche un modo per vivere meglio con se stessi.

In fondo, quante volte ci capita di essere di pessimo umore ma ritroviamo il sorriso di fronte ad un atto di cortesia? Non parliamo solo di riceverlo, ma anche nel riceverlo possiamo sentirci istantaneamente meglio. Essere gentili ci fa bene al cuore ed è già un bel passo avanti nell’ascesa per la felicità!

Il garbo, quindi, è importante soprattutto per noi stessi, è qualcosa che ci fa vivere meglio.

La gentilezza custodisce il segreto per instaurare relazioni solide, autentiche e di fiducia, è un bene complesso e potentissimo, che appartiene a ciascuno di noi, ma che va riscoperto e soprattutto praticato.

 

COS’È LA BELLEZZA E QUANTO CONTA IN AMORE Single elite personal matchmaking

Cos’è la bellezza e quanto conta in amore

La bellezza è qualcosa di molto importante nella vita, a patto che non diventi un tentativo di aderire a dei canoni estetici prestabiliti, generalizzati ed esclusivamente fisici; nel senso che più della bellezza è importante sentirsi belli, e questo è un concetto molto più ampio, è qualcosa che occupa la nostra vita a 360 gradi.

Perché il cosmetico più potente che c’è è la Felicità

Quando siamo felici abbiamo una luce negli occhi, un sorriso, un modo di porci diverso, camminiamo più dritti; ed è questo il vero carisma, la gente lo noterà, come un vero e proprio magnete.

La bellezza è un concetto che va ben oltre quello che ci ha concesso madre natura attraverso il nostro codice genetico; è qualcosa che va anche oltre la cura del nostro corpo (che è importantissima, in quanto il corpo è il nostro tempio) ma deve essere intesa in un concetto d’insieme e di equilibrio tra la nostra parte esteriore e interiore.

Piacersi per piacere non è solo un luogo comune, è una realtà universale

Una verità assoluta di cui molto spesso, anche le persone di successo si dimenticano è che se vogliamo attirare a noi la persona giusta, prima di tutto dobbiamo essere soddisfatti di noi stessi, il che implica amarsi… e come si fa ad amare se stessi? È così complicato? No, è semplice, ma non è facile perché per farlo dobbiamo coltivare noi stessi come un seme che dovrà dare dei frutti. Coltivare i nostri semi, che, come direbbe James Hillman sono i nostri talenti, le nostre doti che ci rendono unici.

Dobbiamo cercare di piacere a noi stessi, di amarci, di guardarci allo specchio ed essere soddisfatti di noi stessi, essere al meglio di noi.

Sviluppare la propria bellezza significa valorizzarsi, non solo fisicamente ma tirando fuori anche i propri talenti, che sono il caposaldo della nostra autostima, senza la quale il fascino non potrebbe mai emergere.

Dobbiamo impegnarci a trovare la nostra bellezza, che è esclusiva, originale e irripetibile, senza cercare di assomigliare a nessun altro ma mettendo in risalto la nostra unicità.

L’attrazione è generata da diversi fattori, le motivazioni evoluzionistiche: la spinta biologica insita in noi che ci induce a scegliere i partner migliori per la riproduzione, gli influssi culturali, i nostri retaggi psicologici, gusti, esperienze personali ecc. Ma spesso questi sono fattori di cui siamo inconsapevoli, quindi riconosciamo solo alcune cause di attrazione e non siamo consapevoli di quelle sommerse nella parte nascosta della nostra personalità.

Ogni individuo può essere influenzato più o meno fortemente da certi fattori che possono anche cambiare nel corso del tempo.  Spesso capita di essere attratti da persone che hanno sviluppato capacità che a noi mancano, o che sono recondite in qualche angolo nascosto della nostra personalità, spesso ci innamoriamo perché vediamo nell’altro una parte nascosta di noi, una parte che è rimasta inespressa ma che potenzialmente sarebbe molto forte se solo decidessimo di farla venir fuori.

Altre volte invece possiamo attraversare un periodo difficile o di forte bisogno affettivo, in cui ci sentiamo fragili; periodi nei quali un’attitudine calorosa o che ci fa sentire amati oscura ogni altro fattore. Certe persone sono particolarmente insicure o ansiose, e per loro la capacità altrui di offrire sicurezza diventa un fattore predominante.

Alcuni sono particolarmente affascinati da qualità interiori, come l’intelligenza, la cultura, la bontà d’animo, e, ovviamente, ci sono anche persone per cui l’avvenenza è la cosa più importante.

Esistono fattori generali validi per tutti, poi le differenze individuali contano moltissimo. Tra l’altro, questo risponde anche alle domande che possiamo farci del tipo, “Ma cosa ci troverà il lui\lei” ecc.

Insomma, la bellezza va intesa come un universo a sé, con leggi proprie che scavano nell’inconscio, sia personale che collettivo… ma una cosa è certa: la bellezza è una miccia che va accesa interiormente per poter esplodere esteriormente e donare tanta luce a chi potrà goderne.

 

Quanto il rapporto con i genitori influisce sulla scelta del partner

Quanto il rapporto con i genitori influisce sulla scelta del partner

Gli psicologi da molti anni ci inducono a riflettere su quanto la scelta del partner dipenda dal legame affettivo che ogni singolo individuo ha vissuto durante l’infanzia.

Rapporti sereni, conflittuali, assenze, soggezioni, o addirittura violenze verbali, psicologiche e fisiche sono determinanti nella scelta futura di un partner. Molto spesso questo innesca uno schema inconscio di scelte di cui neanche ci rendiamo conto, ma che, troppo spesso purtroppo ci impedisce di vivere una vita affettiva felice, equilibrata e appagante; per il semplice e basilare fatto che, in realtà,  in questi casi stiamo scegliendo una persona per colmare un vuoto affettivo o una ferita atavica della quale, a volte ignoriamo persino l‘esistenza, ma che agisce come un vero e proprio blocco, una zavorra dalla quale dobbiamo liberarci.

Sono molte le persone che si rivolgono a me lamentando le loro continue sconfitte in amore. Molto spesso se andiamo ad analizzare, c’è uno schema che in qualche modo si ripete, le situazioni infatti, sono solo apparentemente diverse, ma c’è sempre quella base che le accomuna nella scelta di una situazione amorosa… Sotto sotto, in realtà lui è un libertino: “Proprio come lo era mio padre, che troppo spesso ha tradito mia madre”, oppure: “Lui è sempre assente, come lo era mio padre”, o ancora: “Lei è anaffettiva… come lo era mia madre” e potrei andare avanti…

Una delle prime domande che faccio durante il colloquio è: parlami dei tuoi genitori, com’è o era il loro rapporto? E tu che rapporto avevi con tuo padre? E con tua madre? Da questo si riescono a comprendere molte dinamiche nascoste sulle quali bisognerà – se necessario – andare a lavorare, cambiando convinzioni errate, credenze limitanti e potenziando l’autostima. Un lavoro arduo, ma indispensabile se si vuole raggiungere la felicità, tutto il resto, quasi sempre viene da sé.

Quindi, la scelta del partner dipende in buona parte dalle esperienze che ogni singolo individuo ha vissuto durante l’infanzia. Marina durante un colloquio mi dice: “Le mie relazioni finiscono tutte allo stesso modo, la paura di essere abbandonata non mi fa vivere in maniera serena la relazione, alla fine divento sospettosa, gelosa sino all’esasperazione, comincio a farmi dei film mentali, durante la mia ultima relazione ero spesso nervosa, insicura, eccessivamente possessiva, e il risultato è che venivo lasciata”.

Un altro esempio è quello di Sara: “Quando sto bene con una persona mi sale un senso di paura… Paura che tutto questo finisca, paura di stare troppo male, e per questo, paradossalmente decido di interrompere il rapporto prima che diventi una cosa seria. Ho rinunciato anche a persone a cui tenevo molto per questa mia paura”.

Luca:“Katia aveva una personalità differente dalle altre ragazze che ho conosciuto. Possedeva sicurezza e fascino, era ed è molto determinata, forse troppo. Era molto diversa da mia madre, mi piaceva per questo”.

La relazione tra madre/padre-bambino/a è molto importante nella strutturazione di un rapporto di coppia. Ogni storia è unica ed ognuna racconta in che modo la relazione affettiva sia stata soddisfacente o fallimentare. Tendenzialmente si è portati a ricercare inconsciamente qualcuno che richiami alla memoria lo stesso legame affettivo (o un legame affettivo ideale), lo stile di attaccamento e il carattere del genitore del sesso opposto.

Durante la fase dell’innamoramento, la scelta è guidata dalla speranza di poter incontrare la persona ideale, cioè, quella che abbia le caratteristiche del nostro primo oggetto d’amore, ovvero il genitore del sesso opposto. Queste scelte diventano il motivo conduttore di un’esperienza bella e gratificante o frustrante e conflittuale in campo sentimentale.

Nella mente inconscia, una richiesta che i partner fanno tra loro ha necessità di soddisfare delle scelte specifiche: la ricerca di un compagno che sia complementare al genitore, cioè che soddisfi un vissuto affettivo gratificante, o completamente differente e in contrasto, con la figura di accudimento rifiutata.

Il legame che si costituirà sarà di tipo affettivo dipendente, soprattutto se i singoli membri della coppia non hanno risolto le proprie problematiche edipiche. La relazione diviene quindi un modo per risolvere qualcosa che non si è voluto ancora affrontare.

Una relazione può essere perciò, la manifestazione di rapporti genitoriali conflittuali che possono diventare il contenitore di bisogni repressi e di problematiche mantenute all’interno della coppia stessa.

La relazione non equilibrata che si genera in questi casi diventa la terapia di vissuti dolorosi, dove il compagno ha la funzione d’integrare quelle parti mancanti.

 

Riappropriarsi di certe parti di sé permette di recuperare una propria autonomia affettiva, libera da condizionamenti familiari. Una relazione gratificante pone valore all’individuo in quanto tale, conferisce sicurezza in termini di autostima e di accettazione di sé, permette anche una più concreta realizzazione personale in contesti relazionali di ogni tipo, sentimentali, lavorativi ecc.

 

Ciò che trasforma un buon abbinamento in una storia d'amore: la chimica

Ciò che trasforma un buon abbinamento in una storia d’amore: la chimica

Perché ci innamoriamo?

Per far sì che una coppia funzioni non basta saper abbinare bene due persone. Esiste un fattore intangibile e misterioso che governa su tutto: la cosiddetta chimica. La chimica è quella sensazione di straordinario benessere che proviamo quando siamo insieme ad una persona che ci attrae.

È quella strana e inspiegabile sensazione di conoscerla da sempre, anche se l’abbiamo appena incontrata. È la necessità di stabilire un contatto fisico, di toccarla, di abbracciarla. Sentiamo il suo odore naturale e ne siamo attratti; ci sembra di riconoscerlo come se ci “appartenesse”, in un meccanismo fatto di istinti naturali. La chimica è un fenomeno di forte attrazione fisica e mentale generata da diversi fattori fisiologici che non siamo capaci di controllare.

Quando c’è una buona chimica, una persona ci rende felice per il solo fatto di essere lì con noi. Va ben oltre l’aspetto fisico o il carattere, è qualcosa che ci attrae come una calamita.  È basata sul senso di familiarità, sull’attrazione reciproca e la scintilla. Non può essere prodotta, non possiamo “far sì che” la chimica avvenga; tuttavia, può nascere, e spesso si sviluppa tra due persone nel corso del tempo. L’odore dell’altro, il suono della sua voce, il modo di muoversi o il suo sguardo, ci forniscono sensazioni di intimità e coinvolgimento.

Secondo l’antropologa Helen Fisher, le sensazioni che questo fenomeno suscita nel nostro cervello, generano gli stessi comportamenti di quando si è sotto effetto di una droga. In un certo senso, è come se si diventasse dipendenti dall’altra persona. Si sente il bisogno di passarci insieme 24 ore del giorno. In amore, si soffre moltissimo se si viene privati dell’oggetto del nostro desiderio, esattamente come nella droga. Tutto ciò accade perché i centri celebrali coinvolti nell’innamoramento, sono esattamente gli stessi che vengono coinvolti quando si assumono droghe.

La chimica è basata su fattori biologici che, anche solo attraverso il contatto della pelle, sono capaci di far sentire una sensazione di benessere e senso di appartenenza. I segnali biochimici sono infatti molecole che il nostro corpo percepisce ma di cui non siamo consapevoli. Ci si infatua di una persona quando i neuroni del sistema limbico vengono saturati o resi sensibili dalla dopamina. Le endorfine calmano la mente e riducono l’ansia. Si tende ad avvertire sicurezza e stabilità. Inoltre, l’ossitocina, ci spinge al contatto fisico e agli abbracci. Anche Platone riteneva l’innamoramento un processo autonomo, definiva l’impulso sessuale “totalmente irrazionale, un’anima che non accetta nessuna disciplina.”

Una volta che sappiamo con certezza di essere corrisposti (perché molte volte possiamo non esserlo anche se sentiamo un impulso irrefrenabile verso l’altra persona) entra in scena la voglia di conoscersi e passare parecchio tempo insieme.

Quando siamo innamorati l’altra persona vive nei nostri centri emotivi. Quando la perdiamo i nostri centri cerebrali si scatenano cercando ovunque questa persona in maniera ossessiva, come una sorta di astinenza, perché siamo abituati a vederla, a sentirla e ad abbracciarla; faremo fatica a dormire e a mangiare. C’è anche una carenza di endorfine, che regolano la sensazione di dolore, e che potrebbe essere la causa del male fisico che sentiamo.

Col passare del tempo questa sensazione di euforia si attenua. Il passaggio dall’innamoramento all’amore richiede la capacità di rivalutare il rapporto in uno spazio più reale, accettando le differenze reciproche. La coppia, condividendo le varie esperienze, svilupperà complicità, unione e senso di appartenenza.

 

Il prossimo San Valentino sarà il più felice della tua vita! Fatti questa promessa Single Elite

Il prossimo San Valentino sarà il più felice della tua vita! Fatti questa promessa

 Agisci subito, fa la prima mossa, metti il primo mattone per la tua casa di felicità, lancia questo “boomerang” di amore e positività che ti tornerà indietro portando con sé quello che stai sognando da sempre: vivere una vita felice insieme al tuo Amore, al tuo Vero Amore… perché tutto è possibile se lo vogliamo veramente e se siamo determinati nel raggiungerlo. Perciò, comincia ad agire adesso per il tuo miglior San Valentino di sempre.

  • Primo punto: riacquistare la fiducia in noi stessi e nelle altre persone.
  • Secondo punto: fare la prima mossa; questo ci consentirà immediatamente di cambiare le nostre credenze; ad un tratto ciò che reputavamo impossibile e irraggiungibile diventerà sempre più tangibile e reale.

In passato, San Valentino per me era sempre stato un momento di sofferenza, “un dito nella piaga”, una giornata dolorosa, qualcosa che rimarcava il mio stato da single, la mia solitudine e il fatto di non poter festeggiare con nessuno.

Ho provato a fare cose alternative: festeggiare diversamente, a festeggiare con i miei amici e le mie amiche, ma peggioravo soltanto le cose perché la vivevo un po’ come fosse una forzatura che alla fine metteva ancora più in evidenza il mio disperato tentativo di sfuggire a quel “magone” che la giornata di San Valentino mi procurava.

 La cosa che mi faceva più male era immaginare quello che poteva essere, perché inevitabilmente, passavo la serata a fantasticare di vivere una giornata indimenticabile e romantica con il mio Vero Amore, questo fantomatico Vero Amore che sembrava non manifestarsi mai, sembrava quasi non esistere o forse appartenere ad un’altra dimensione. Ma la vita è sorprendente, e, se lo si vuole veramente possiamo fare accadere l’impensabile, qualcosa di cui avevamo ormai perso la speranza…

Festeggiare questo mio primo San Valentino in coppia dopo tanto tempo è una gioia immensa, a cui non posso credere, qualcosa che non speravo più ma che invece è qui con me, davanti a me, tra le mie mani.

 Una volta, lessi da qualche parte che l’etimologia della parola “Happy”, in inglese “felice” deriva da “happen”, vale a dire: qualcosa che è successo, ovvero “far succedere”… È dunque questa l’essenza della nostra realizzazione e della nostra felicita? Far succedere delle cose nella nostra vita? Abbattere quei limiti che si presentano come dei muri apparentemente invalicabili? Sì, perché se lo vogliamo veramente abbiamo a nostra disposizione tutta la forza necessaria per distruggere questi muri e incamminarci finalmente sulla strada della nostra felicità…  Quindi, non mi resta che augurarti…

Buon primo San Valentino, Amore mio.

  • Testimonianza di Ambra 
Quello che ogni donna dovrebbe sapere sugli uomini Single Elite

Quello che ogni Donna dovrebbe sapere sugli Uomini

Gli uomini sono come elastici. Quando li si tende, riescono ad allungarsi solo fino a un certo punto prima di scattare all’indietro. L’elastico offre una metafora perfetta per capire il ciclo dell’intimità maschile, un ciclo che comprende manovre di avvicinamento, di allontanamento e ancora di avvicinamento.

La maggioranza delle donne si stupisce nell’accorgersi che anche quando è innamorato un uomo sente periodicamente il bisogno di allontanarsi prima di riavvicinarsi. Un bisogno, questo, che gli uomini avvertono d’istinto. Non si tratta di una decisione o di una scelta. Succede. Non è colpa di lui né di lei. È un fatto naturale.

Le donne tendono a equivocare questo atteggiamento perché di norma sono diverse le ragioni che le inducono ad allontanarsi. Una donna si ritrae quando teme che il compagno non capisca i suoi sentimenti, quando è stata ferita e ha paura di soffrire di nuovo, o quando lui ha fatto qualcosa di sbagliato e l’ha delusa.

Naturalmente anche un uomo può allontanarsi per motivi identici, ma gli succederà di farlo anche quando la compagna non ha commesso alcun errore. Pur amandola e fidandosi di lei, a un certo punto comincia a tirarsi indietro. Come un elastico teso, si allontanerà per poi tornare di sua spontanea volontà.

Un uomo si allontana per soddisfare il proprio bisogno di indipendenza o di autonomia. Non appena avrà raggiunto il livello massimo di tensione, ossia di allontanamento, proverà l’improvviso desiderio di tornare indietro. Raggiunta la completa separazione, avvertirà di nuovo il bisogno di amore e intimità. Automaticamente, si sentirà più motivato a offrire il suo amore e a ricevere quello di lei. Quando un uomo torna ad avvicinarsi alla compagna, riprende la relazione dal punto esatto in cui l’ha lasciata.

Non sente il bisogno di un periodo di transizione.

Quando è correttamente compreso, il ciclo interiore maschile arricchisce un rapporto, mentre una mancata comprensione genera problemi assolutamente superflui. 

Se Lui si allontana e Lei gli impedisce di raggiungere la massima distanza (Azione che gli avrebbe consentito di tornare al suo fianco) andandolo ad assillare e non permettendogli di avvertire di nuovo il bisogno della propria partner, inconsapevolmente sta interrompendo un ciclo importante per l’intimità del suo compagno. 

Sforzandosi di mantenere l’intimità, l’aveva ostacolata.

Se un uomo non ha l’opportunità di allontanarsi, non riuscirà mai a sentire appieno il desiderio di riavvicinarsi alla compagna. È essenziale che le donne capiscano che, insistendo per una continua intimità o “correndo dietro” ai loro compagni quando questi si allontanano, non faranno che indurli a cercare continuamente la fuga negando loro la possibilità di provare di nuovo un appassionato desiderio di amore.

Per dimostrare questo punto utilizzo un grosso elastico. Immaginate di averne in mano uno.

Cominciate a tenderlo tirandolo verso destra. Questo particolare elastico può allungarsi fino a raggiungere i trenta centimetri, dopodiché non può fare altro che tornare in dietro. E lo fa con una potenza ed un’energia considerevoli.

In modo analogo, quando un uomo ha raggiunto la massima distanza possibile, torna dalla compagna con un grosso carico di amore ed energia. Non appena è teso fino al limite estremo, comincia a subire una trasformazione che riguarda tutto il suo atteggiamento. L’uomo, che sembrava non interessarsi minimamente alla compagna, improvvisamente non può vivere senza di lei. Sta avvertendo di nuovo il bisogno di intimità. La sua potenza è tornata per ché il desiderio di amore e di essere amato sono stati ravvivati.

Si tratta di un fenomeno sconcertante per una donna; in caso di allontanamento, a lei è necessario un certo periodo di adattamento per riconquistare la perduta intimità. Se non riesce a capire questa importante differenza, sarà incline a non fidarsi dell’improvviso desiderio di intimità manifestato dal compagno e a respingerlo.

Anche gli uomini, tuttavia, hanno bisogno di comprendere la natura di questa differenza. 

Se manca la comprensione di questo ciclo, non c’è da stupirsi se le donne e gli uomini cominciano a dubitare del l’amore dell’altro. Incapace di capire che era Lei a impedire a Lui di ritrovare la passione, Lei arrivò inevitabilmente alla conclusione che Lui aveva smesso di amarla. Privato della sua possibilità di allontanarsi, non ritrova va in sé il desiderio di stare vicino alla compagna. Da questo a convincersi di non amarla più, il passo era breve.

Poi, dopo avere imparato a lasciare al suo compagno il suo spazio, Lei se lo trovò di nuovo vicino. Si esercitò allora a non corrergli dietro quando lo vedeva ritirarsi e a essere fiduciosa. Lui tornava sempre.

A mano a mano che la sua sicurezza cresceva, Lei cadde sempre meno spesso in preda al panico. Quando Lui si allontanava, non lo assillava e neppure si tormentava cercando di capire che cosa non funzionasse. Aveva accettato quell’aspetto del compagno e più imparava ad accettarlo, più le assenze di lui erano brevi. Quando cominciò a capire, Lui divenne più sicuro del proprio amore e fu in grado di impegnarsi. Entrambi avevano capito e accettato il fatto che gli uomini sono come elastici; l’acquisizione di questo segreto garantì il successo alla loro relazione.

Quando non capiscono che gli uomini sono come elastici, le donne rischiano facilmente di fraintendere le reazioni maschili. È tipico lo sconcerto che si crea quando lei dice: “Parliamo” e immediatamente lui si chiude in se stesso.

Proprio nel momento in cui lei vuole aprirsi e sentirlo più vicino, lui aspira ad allontanarsi. Una delle lamentele che si sentono forse più spesso è: “Ogni volta che voglio parlare, lui si allontana. Ho la sensazione che non gli importi nulla di me.”  La donna in questione finisce con il concludere, del tutto erroneamente, che il compagno non vuole mai parlare con lei.

L’analogia dell’elastico spiega come anche un uomo molto innamorato possa staccarsi di colpo dalla sua compagna. Questo non significa che non voglia parlare. Ha solo bisogno di un po’ di solitudine; di un po’ di tempo da passare con se stesso senza sentirsi responsabile di altri. Al suo ritorno, sarà di nuovo disponibile al dialogo.

In una certa misura, un uomo perde se stesso nel sintonizzarsi con la compagna. Nel percepire i bisogni, i problemi, i desideri e le emozioni di lei, corre il rischio di perdere contatto con se stesso. I periodi di allontanamento gli permettono di ristabilire i suoi limiti personali e di soddisfare il bisogno di autonomia.

(Tratto da Gli uomini vengono da Marte e le donne da Venere di John Gray )

Comprendere i bisogni emotivi di una Donna Single Elite

Comprendere i bisogni emotivi di una Donna

Una donna è come un’onda. Quando si sente amata, la sua stima di sé cresce e cala. È frequente che, raggiunto il culmine, il suo umore cambi di colpo e l’onda si infranga.
È però un fenomeno solo temporaneo. Una volta raggiunto il fondo, eccola risalire di nuovo, e sentirsi perfettamente in pace con se stessa.

Quando l’onda è alta, una donna sente di avere abbondanza di amore da dare, ma durante la discesa prova un senso di vuoto interiore e il conseguente bisogno di riempirlo mediante l’amore. Sono questi i momenti in cui sente la necessità di un’operazione di pulizia emotiva.

Se nel momento di massima altezza dell’onda ha soffocato sentimenti negativi o ha rinnegato se stessa nell’intento di essere più amorevole, è inevitabile che durante la parabola discendente la percezione di questi sentimenti negativi e dei bisogni non soddisfatti diventi dolorosa-mente chiara. 
Sono questi i momenti in cui ha più bisogno di parlare dei propri problemi e di essere ascoltata e compresa.

Alcune donne dicono che questi momenti di “caduta” equivalgono al precipitare in un pozzo buio.
 Quando una donna scende nel “pozzo” è consapevole di stare affondando nel proprio inconscio e nell’incertezza emotiva. Può quindi sperimentare un’infinità di emozioni inspiegabili e sentimenti indefiniti.
 
Può sentirsi inerme, sola o priva di sostegno. Ma poco dopo avere raggiunto il fondo, se davvero è convinta di essere amata e sostenuta, comincerà automaticamente a sentirsi meglio. Con la stessa subitaneità con cui è precipitata, si risolleverà e ricomincerà a irradiare amore.

In una donna, la capacità di dare e ricevere amore all’interno di un rapporto riflette generalmente il suo modo di percepirsi


Quando non è soddisfatta di se stessa, è anche incapace di mostrare accettazione e apprezzamento nei confronti del partner. Nei momenti bui, tende a sentirsi sopraffatta o più reattiva sul piano emotivo. Quando la sua onda si infrange, è più vulnerabile e ha bisogno di più amore. È quindi fondamentale che il suo compagno abbia coscienza di tale necessità, perché in caso contrario potrebbe rivolgerle richieste irragionevoli.

Quando è amata, una donna riluce di amore e gratificazione. Ingenuamente, le persone si aspettano che tale lucentezza duri per sempre. Ma pretendere che la natura amorevole della donna sia costante è come pretendere che il tempo non cambi mai e il sole splenda in continuazione. All’interno di un rapporto uomini e donne hanno i loro ritmi e i loro cicli. Gli uomini si ritraggono e poi tornano ad avvicinarsi, mentre nelle donne fluttua la capacità di amare se stesse e gli altri.

Quando la sua onda cominciava a infrangersi, la donna inizia a sentirsi sopraffatta. Invece di ascoltarla con attenzione, calore e simpatia, gli uomini spesso si sforzano di sollevarle il morale facendole capire che non aveva motivo di essere tanto turbata.

L’ultima cosa di cui una donna ha bisogno quando è “in caduta libera” è che qualcuno le spieghi perché non ha ragione di provare certe sensazioni. Ha invece la necessità di una presenza amorevole, di qualcuno che la ascolti e reagisca con empatia. Anche se un uomo non è in grado di capire appieno perché una donna si sente sopraffatta, può ugualmente offrirle il suo amore, la sua attenzione e il suo sostegno.

A una donna che non ha la sicurezza di poter scendere nel pozzo senza conseguenze negative, resta un’unica alternativa: evitare l’intimità e il sesso o reprimere e ottundere i propri sentimenti esagerando nel bere, nel mangiare, nel lavorare o nella sorveglianza. Neppure questo, tuttavia, le impedirà di precipitare periodicamente nel pozzo, con il rischio di emergerne in preda a un grave turbamento emotivo.

Probabilmente conoscete anche voi delle coppie che non litigano mai e che, tra la sorpresa generale, a un certo punto decidono di divorziare. In molti di questi casi, la donna ha represso i suoi sentimenti negativi per evitare litigi, finendo così per atrofizzare la propria capacità di amare.

Reprimendo i sentimenti negativi si soffocano anche quelli positivi e l’amore muore. Evitare litigi e discussioni è certamente opportuno, ma soffocare i propri sentimenti è sempre dannoso.

Quando l’onda di una donna si infrange, è arrivato il momento di una pulizia emotiva. Senza questa catarsi una donna perde lentamente la sua capacità di amare. La sua natura fluttuante viene ostacolata dalla repressione dei sentimenti e gradualmente lei diventa insensibile e arida.

Anche una donna forte, sicura e di successo sentirà di tanto in tanto l’impulso a “toccare il fondo” emotivamente. Gli uomini commettono spesso l’errore di pensare che se la loro compagna ha successo nel lavoro sarà necessariamente immune dal bisogno di queste periodiche pulizie emotive. È vero esattamente il contrario.

Una donna che lavora tanto è esposta a numerose forme di inquinamento emotivo e di stress. Cresce così il suo bisogno di un appoggio amorevole da parte del suo compagno. Analogamente, in un uomo, il bisogno di distacco può aumentare nei momenti di maggior tensione lavorativa.

Quando una donna indossa la sua uniforme da lavoro è generalmente in grado di dimenticare le sue altalene emotive, ma tornando a casa ha bisogno che il compagno le fornisca l’appoggio tenero e amorevole di cui ogni donna sente la necessità.

È importante capire che la tendenza a scendere nel pozzo non influenza necessariamente la competenza professionale di una donna, ma incide in modo significativo sulla qualità delle sue comunicazioni con le persone che ama e che vuole vicine.

Una donna che non si senta di tanto in tanto incoraggiata a sentirsi infelice non sarà mai autenticamente felice. Per provare la vera felicità è necessario sprofondare nel pozzo e liberare, sanare e purificare le proprie emozioni. Si tratta di un processo naturale e perfettamente normale.

Per sperimentare sentimenti positivi quali l’amore, la felicità, la fiducia e la gratitudine, dobbiamo periodicamente provare anche rabbia, tristezza, paura e dolore. Quando una donna scende nel pozzo, giunge per lei il momento di curare queste emozioni negative.

Anche gli uomini hanno la necessità di elaborare i loro sentimenti negativi in modo da poterne sperimentare di positivi. Quando un uomo si rifugia nella sua caverna, giunge per lui il momento di sondare ed elaborare in solitudine i sentimenti negativi.

Quando l’onda è in salita, una donna si sente soddisfatta di quello che ha. Ma durante la parabola discendente diventa consapevole di tutto ciò che le manca. Quando sta bene è in grado di vedere le cose buone della sua vita e di reagire. Ma quando la sua onda si infrange, tende a concentrarsi soprattutto sulle carenze.

Proprio come un bicchiere può essere considerato mezzo pieno o mezzo vuoto, una donna in fase ascendente percepisce la pienezza della sua vita, mentre durante la fase discendente ne scorge il vuoto.

Se ignorano che le donne sono come onde, gli uomini non sono in grado di capire e aiutare le proprie compagne. Precipitano nello sconcerto quando la situazione esterna migliora ma peggiora la qualità del rapporto. D’altro canto, un uomo consapevole di questa caratteristica femminile ha in mano la chiave per dare alla sua donna l’amore che merita nei momenti in cui più ne avrà necessità.

(Tratto da Gli uomini vengono da Marte e le donne da Venere di John Gray )